Con una recente Sentenza il Tribunale di Treviso (sent., 12 febbraio 2025) ha affrontato il caso in cui in uno dei due coniugi abbia intrapreso una relazione extraconiugale nel luogo di lavoro ove vi era anche l’altro coniuge.
I fatti riguardano una coppia di sposi che, unita dalla comune passione per la danza, decideva di aprire una scuola nel proprio paese di residenza.
La scuola andava molto bene tanto da richiedere la collaborazione con altri insegnanti di ballo e a gareggiare in competizioni nazionali ed internazionali.
Ad un certo punto dell’attività lavorativa il marito, titolare insieme alla moglie della scuola di ballo, iniziava una relazione extraconiugale con una allieva. La moglie, avuto sentore dell’esistenza di un tradimento, intimava al marito di interrompere la relazione; questi accoglieva la richiesta rasserenandola sulla imminente chiusura della storia extraconiugale.
Nei fatti, il marito non chiudeva alcuna relazione ma anzi continuava a portarla avanti senza curarsi degli sguardi delle altre allieve e dei colleghi.
Questi atteggiamenti ben presto superavano la normale tollerabilità, generando curiosità e maldicenza di terzi, finendo per ferire l’onore, il decoro, la stima professionale della moglie, sul luogo di lavoro.
La donna presentava richiesta per separazione giudiziale con addebito al marito, chiedendo altresì il risarcimento del danno non patrimoniale cagionatole dall’uomo sul posto di lavoro.
Il Giudice monocratico, a decisione della causa, riconosceva in capo alla donna l’esistenza di un danno risarcibile che quantificava in via equitativa, tenuto conto del discredito subito dalla donna, seppur limitatamente all’ambiente di lavoro.
La vicenda narrata, ci porta ad affermare che l’infedeltà coniugale consumata sul posto di lavoro non è una questione privata, specie se le “voci di corridoio” colpiscono l’ex consorte.
In questi casi, il marito traditore può essere chiamato a risarcire l’ex moglie. La ragione è chiara: l’eco della relazione extraconiugale ha un impatto deleterio sulla vita della donna, generando una sofferenza profonda che si manifesta sia nel suo quotidiano personale che professionale.
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